Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere un racconto davvero particolare, la storia del nostro Claudio Fantasy Fantasia, che una domenica mattina di Ottobre ha deciso che l’Ironman quest’anno lo avrebbe fatto comunque.

IL RACCONTO

Non è stato un anno fortunato per le mie gare!

A settembre ho avuto il privilegio (per il secondo anno) di essere tra i partecipanti ad una delle gare top nel panorama mondiale degli Ultratrail, UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc) 170 km e 10.000 metri di dislivello, partenza primo settembre da Chamonix.

La preparazione è stata discreta, con alcune gare di avvicinamento  abbastanza impegnative portate a termine, ma evidentemente non mi sono preparato per affrontare condizioni meteo decisamente avverse.

Freddo e neve la prima notte, peggio il secondo giorno dove a 2500 metri di quota la temperatura era di meno 9°, vento a 70 km orari e tempesta di neve ghiacciata! La perdita di tempo, in questi casi, non lascia scampo! Per circa 4 ore non ho più avuto modo di alimentarmi e idratarmi adeguatamente (la cannuccia della borraccia si era cristallizzato), non sono più riuscito a controllare gli strumenti GPS per monitorare km, andatura e soprattutto l’ora, e così a circa 115 KM dopo 28 ore di gara sono stato fermato per sforamento del cancello orario. Io non avrei mollato e non mi sarei ritirato volontariamente.

Grande, grandissima delusione e frustrazione!

Tre settimane dopo sono all’Elba, per partecipare all’Elbaman, un Ironman molto bello a detta di chi lo ha già fatto “vedrai che spettacolo! L’acqua una piscina, si vede il fondale, e il percorso di bici ha un paesaggio mozza fiato”!

Peccato che la mattina della gara il cielo era plumbeo, il mare decisamente increspato e il fondale nero come la pece. Viene dato il via ed inizio la frazione di nuoto, ma al secondo giro si scatena il diluvio, tanto che la pioggia mi entra in bocca mentre faccio la respirazione, le boe scompaiono dalla vista e così pure il gonfiabile a riva, tuoni e fulmini sulla mia testa, accelero nel panico per il timore di rimanere arrostito.

Esco dall’acqua e dopo pochi passi mi ritrovo a mollo…l’acqua alle ginocchia ma sono in strada…verso la zona cambio. Di li a poco la gara verrà annullata, ancora una volta i meteo ha avuto la meglio!

Grande, grandissima delusione e frustrazione! La stessa di poche settimane prima L

Basta! mi dico, non mi iscrivo più a queste gare….troppo stress e troppo in balia delle condizione esterne, quelle che non puoi controllare che non puoi prevedere.

Poche ore dopo sono su Internet a cercare un Ironman da fare, lo trovo in Spagna, metà ottobre in un paese dopo Valencia, prenoto un appartamento su Booking, cancellazione gratuita non si sa mai….

Cerco un compagno di avventura, qualcuno con cui fare questa trasferta folle e inaspettata, ma proprio per questo non riesco a trovare nessuno, evidentemente è davvero così assurda, mi rassegno e abbandono l’idea!

Ma il “colpo in canna” resta, il carico di adrenalina accumulato nei mesi non si smaltisce con una frazione di nuoto, la mente ha sete di Endurance e continua a viaggiare alla ricerca di qualche fatica!

Sto pedalando in palestra, cosa che da mesi faccio di rado, una 2 ore di spinning…ma dopo poco mi alieno…il tarlo comincia a scavare fino a trovare ciò che cercava, la soluzione, la spugna che avrebbe assorbito l’adrenalina e le energie in eccesso.

L’idea è semplice, fare un Ironman a KM 0, anche se detta così….sembra un paradosso, ma in realtà è semplicemente coprire tutta la distanza senza andare chissà dove e senza spendere centinaia e centinaia di Euro tra iscrizioni, trasferta, alberghi  tutto il solito clichè.

Pronti via il programma è fatto> Nuoto in piscina all’Aquatica con vasca da 50 m, giro bici nel tratto tra Torino e Pinerolo, dove posso beneficiare di poco traffico la domenica e soprattutto di strada scorrevole senza semafori o troppo motivi di stop (visto che non c’è nessun controllo….essendo solo), la corsa al parco Ruffini, un po’ da criceto, ma almeno ho le fontane per idratarmi e l’illuminazione garantiti.

Giornata bella, soleggiata …panorama delle montagne piemontesi sullo sfondo…stavolta ci siamo!

Mentre pedalo nel pomeriggio ho il sole perfettamente dietro di me che proietta la mia ombra davanti, una sagoma perfetta con il busto fermo in posizione sulle prolunghe e le gambe 2 pistoni che girano, l’ombra è così perfetta che per un istante penso “ma così sono in scia…e la gara è no draft!”, poi mi tranquillizzo….oggi non ci sono giudici in moto J

La maratona inizia in un Ruffini gremito di gente, ma non è la folla di spettatori tipica di un Ironman che ti incita a suon di musica, è una accozzaglia di “domenicali” che ti rende il percorso una gara ad ostacoli, fortuna che sono quasi le 19 ed il richiamo della cena presto li attirerà nelle loro dimore, mentre io lemme lemme, passo dopo passo arrivo coprire la distanza prefissata di 42 KM.

E’ fatta, sono di nuovo Ironman!

Si è vero non ho una medaglia, non ho una maglietta da finisher (per ora…) e non ho indossato un pettorale, anche se avevo pensato di metterne uno dei tanti, magari quello dell’Elba praticamente “nuovo”, ma in realtà quello che mi serviva era dimostrare a me stesso, ancora una volta, che potevo farcela.

Per chi ama questi sports, questi viaggi di fatica, queste imprese, il pettorale è innato, è un numero impresso nel cuore e nella mente, non c’è bisogno di chip, il tempo è scandito dal battito cardiaco.

Voglio ringraziare il mio compagno di squadra, Carlo Pedron, che mi ha accompagnato per i primi 60 km di bici e mi ha incoraggiato a proseguire, e la mia supporter di fiducia, Stefy che con la sua bici pieghevole mi ha seguito per tutta la maratona, gestendo i ristori idrici (bagagliaio della sua auto) ed incitandomi a non mollare!

Si, forse è stata una follia, ma la normalità non è per me, e credo non lo sia per tutti noi del Torino Triathlon!

Per la cronaca, a parte il disagio di non avere i ristori e quindi avere “addosso” (tra bici e fascia in vita) tutta l’alimentazione necessaria, il costo complessivo dell’evento è stato di 20 € (5,50 € ingresso in piscina, circa 10 € tra integratori e gel, e circa 5 € di panini).

Volendo, con altri 10 € si potrebbero aggiungere maglietta da finisher e medaglia di partecipazione, chissà che non mi venga voglia di brevettarlo!!

Un po’ di dettagli tecnici

Migliorabile la T1 in piscina, districandosi tra armadietti, zona off-limits per le scarpe, recupero bici dietro la reception, ecc…

La T2 anche non è stata agevole, soprattutto portare la bici in casa tramite l’ascensore, uno di quelli vecchi con le antine che si aprono all’interno e che mal si prestano al carico di oggetti, nella fattispecie la mia BMC con tanto di prolunghe.

by Claudio Fantasia